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Tour - Museo Casa Clautana

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IL MUSEO CASA CLAUTANA
Una donna che cammina con una gerla sulla schiena, una "Sedonera": questo il simbolo del Museo Casa Clautana.

La casa museo, allestita al primo piano del Centro visite messo a disposizione dal Parco naturale Dolomiti friulane, presenta le ricostruzioni degli ambienti tipici di un'abitazione popolare con l'inserimento degli oggetti che li caratterizzano, raccolti dagli inizi degli anni Ottanta da volontari. guidati. La donna della Valcellina diventa il personaggio guida al percorso museale: i luoghi in cui lei viveva, le attività che conduceva quali i lavori nei campi, nella stalla e la vendita ambulante di utensili in legno, il suo ruolo di madre e di moglie. Le stanze della cucina, della camera da letto, la dispensa e gli spazi di raccordo diventano, con i beni esposti, espressioni delle condizioni di vita e dei valori sociali poi modificatisi nel corso della seconda metà degli anni Novanta. Emergono ad esempio temi connessi alla vita quotidiana, come i passatempi dei bambini, il ruolo della levatrice, la necessità di costituire una dote nuziale per la sposa, la conservazione degli alimenti. Il museo, oggi gestito dall'Ente Parco Naturale Dolomiti Friulane, nella sua attività di ricerca, ospita anche mostre temporanee. All'impegno dei volontari dell'Associazione Museo Casa Clautana, proprietari delle collezioni del Museo assieme a donatori privati e alla parrocchia di Claut, va anche il merito di aver salvato una antica casa di Claut detta "Ciasa da Fum" per la presenza del focolare che, privo di canna fumaria, ne ha annerito le pareti.
Il percorso espositivo comprende sette stanze al primo piano.
Stanza|1
LA CAMERA DA LETTO
Inizia con la camera: “il luogo di coppia”, come spiegato, uno spazio “sacro”, dove si nasceva e moriva. Nella stanza sono visibili, tra le molte cose esposte, il pavimento realizzato con tavole di recupero, il letto matrimoniale in legno, una culla e la cassapanca per il corredo.
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Stanza|2
LA CUCINA e DISPENSA
Poco più in là  la cucina, con gli attrezzi usati per la preparazione del cibo, le panche, il pentolone appeso sopra il punto in cui, a terra, veniva acceso il fuoco.
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Stanza|3
I GIOCHI DEI BAMBINI
Tra le curiosità, anche la stanza dedicata al gioco dei bambini, con oggetti ricavati da materiali semplici, come i fischietti e le fionde in legno.
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Stanza|4
1. AMBIENTE DI LAVORO
Durante l'inverno gli uomini di dedicavano alla produzione degli utensili in legno. Cucchiai, pepaiole, mestoli e altri oggetti ancora, che le donne andavano a vendere in varie località dell'Italia settentrionale.
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Stanza|5
2. AMBIENTE DI LAVORO
A differenza degli uomini, le donne rimanevano a valle, addentrandosi nei boschi per reperire la legna necessaria alla vita quotidiana. Si occupavano dell’educazione dei figli, delle pulizie di casa, cucinavano, filavano, tessevano, cucivano abiti e calzature come i tipici scarpèth, delle calze realizzate con la lana, visibili all’interno del museo.
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Stanza|6
FORA PAL MONT (in giro per il mondo)
Percorso museale incentrato sulla figura della donna clautana e per estensione, valcellinese. Non un oggetto, dunque, bensì l’idea dell’andare, del movimento delle donne locali che partivano, a piedi, per varie località dell’Italia settentrionale a vendere gli utensili in legno prodotti durante l’inverno dai mariti. Cucchiai, pepaiole, mestoli e altri oggetti ancora, trasportati dentro a una gerla o su un carretto spinto a mano, di piazza in piazza, di casa in casa.
Partivano in primavera e in autunno, “fora pal mont” (in giro per il mondo) come venditrici ambulanti, esperienze che favorivano una grande apertura mentale ed elevate conoscenze geografiche. Le bambine ascoltavano rapite i racconti delle nonne e una volta anziane tramandavano a loro volta, alle nipoti, le esperienze vissute in giro per il nord Italia, perché il loro territorio di vendita spaziava dall’Emilia Romagna alla Lombardia.
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Stanza|7
IL CIBO
Una vita caratterizzata dall’autosufficienza, in cui le famiglie dovevano produrre da sé cibo, vestiario e oggetti utili alla quotidianità, lavorando sodo non solo tra le quattro mura, ma anche nei campi, nei boschi, in malga, in base alle stagioni.
Le "Sedonere", oltre che alla vendita procedevano al baratto portando a casa sale, zucchero e caffè.
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